Berlin IFA 2013 ...e gli elettrodomestici iniziarono a parlare!


Fotografia introduttiva della fiera IFA 2013 a Berlino

Berlin IFA 2013 - foto © Marco Ristuccia

testo e foto: Marco Ristuccia

Ebbene sì: pare che gli elettrodomestici abbiano iniziato a parlare. Il miracolo è accaduto all’edizione 2013 dell’IFA, la principale fiera dell’elettronica europea, tenutasi a Berlino dal 6 all’11 Settembre. Ed è con la stessa commozione di un genitore che ode il suo piccino pronunciare la prima parola che ci è stata riferita la notizia. 

A suon di comunicati e conferenze stampa tutti gli addetti del settore, dal CEO alla hostess, passando per marketing managers, division directors, technical leaders e chi più ne ha più ne metta, hanno annunciato la buona novella. Il tutto sotto lo sguardo incuriosito del pubblico, la cui maschera di stupito rapimento tradiva in realtà un interrogativo fondamentale. Una domanda che, parafrasando il famoso sketch in dialetto romanesco del comico Corrado Guzzanti, più o meno recitava: “Aho’, elettrodomestico! Ma io e te, che se dovemo mai da di?”.

“Smart”, così gli esperti del marketing hanno battezzato il pargolo. Si è dunque affacciata al mondo la generazione degli “smart-device” casalinghi. Ma cerchiamo di capire meglio cosa significhi in pratica.

Tradotto dall’inglese, “smart” significa “furbo”, “intelligente”. Quindi iniziamo subito col rassegnarci all’idea che in casa fino ad oggi abbiamo posseduto solo oggetti stupidi. E questo malgrado le ore spese in meticolose ricerche e comparazioni, con l’obiettivo di realizzare l’acquisto migliore. Facciamocene una ragione e cerchiamo di andare avanti.

Superato questo shock, concentriamoci sulla novità, che consiste in sostanza nel fatto che gli ultimi prodotti dell’elettronica di consumo hanno acquisito un nuovo sistema di comunicazione a distanza. Si tratta di qualcosa che va oltre il semplice concetto di telecomando, e che funziona anche nell’altro verso. Finalmente ristabiliamo il giusto equilibrio di coppia!

Fotografia del Sistema Samsung WatchON

Sistema Samsung WatchON - Comunicazione tra smartphone/tablet e TV - foto © Marco Ristuccia

Qualcuno, a questo punto, potrebbe dedurne che d’ora in poi si potrà finalmente parlare con un tostapane, ad esempio, e che questo possa risponderci, o addirittura dirci qualcosa di sua iniziativa. In realtà non sarà così, almeno non per adesso. Per svariate ragioni, in parte tecniche ma soprattutto sociologiche, si è deciso che lo strumento di riferimento di questa tecnologia sarà invece il nostro amato totem per la comunicazione sociale: lo smartphone. Ed ecco che torna di nuovo la nostra parolina chiave “smart”, e il cerchio magicamente si chiude.

Dunque non si tratta ancora di un vero e proprio cambio di paradigma, ma di un’estensione del noto concetto di telecomando, che viene ora sostituito da una o più “app”, ovvero applicazioni da installare ed utilizzare su tablet e cellulari. Le app, che già oggi possiedono funzionalità interessanti, sono aggiornabili, potendosi così arricchire col passare del tempo, e comunicano con gli elettrodomestici attraverso la rete Wi-Fi-ADSL di casa. Grazie a particolari configurazioni poi il collegamento sarà possibile persino dall’esterno.

Se mi consentite di proseguire con il parallelo pediatrico posso affermare che, dopo aver indagato e toccato con mano, al momento il pargolo non formula ancora discorsi complessi. Data l’età, d’altronde, non ci si poteva aspettare diversamente. Non siamo però neppure a livello dei primi vagiti: assistiamo già alla formulazione di semplici frasi compiute. Immaginate espressioni come “devo fare la pipì” oppure “ho fame”.

Fotografia del sistema Philips HUE - © Marco Ristuccia

Sistema Philips HUE - foto © Marco Ristuccia

Per fare un esempio concreto, sono stati presentati televisori in grado di trasmettere un programma direttamente allo schermo dello smartphone. Perché gettare all’etere interi minuti di trasmissione andando alla toilette? O spostarci in cucina per preparare la cena rinunciando al telegiornale delle 20.00? Oppure stenderci in camera da letto e distrarci in futili effusioni con il nostro partner? Basterà portarci sempre dietro il tablet e non perderemo neppure un secondo del nostro programma preferito. Il tutto attraverso la rete Wi-Fi, quindi senza cavi da collegare, e anche a TV spenta!

Naturalmente è ugualmente possibile realizzare l’esatto contrario, cioè trasmettere un video dal cellulare al TV, ma quest’ultima funzionalità non è del tutto inedita come la prima.

Fotografia del sistema Philips HUE - Scelta del colore delle abat-jour tramite tablet - © Marco Ristuccia

Sistema Philips HUE - Scelta colore abat-jour tramite tablet - foto © Marco Ristuccia

Ma non è finita qui! Grazie ad un’altra magica app avremo ora la libertà di scegliere tra diverse tonalità di colore per le nostre nuove abat-jour, potendo così adeguare in ogni momento l’atmosfera di casa all’umore personale. Si potranno memorizzare particolari combinazioni cromatiche da richiamare poi al volo, con nomi sfiziosi come “calda passione”, “verde speranza” o “rosso crisi”. O ricavare i colori da riprodurre nell’ambiente direttamente da una foto scattata, per dire, nel deserto del Sahara. Lascio alla fantasia del lettore immaginare altre intriganti atmosfere e utilizzi. Mi limito col suggerire quanto questa novità possa risultare d’aiuto per noi maschietti, notoriamente in seria difficoltà nell’interpretare la psicologia femminile. Al rientro a casa avremo finalmente modo di intuire al volo che aria tiri, e adeguarci di conseguenza!

Fotografia del sistema Saeco GranBaristo Avanti - Macchina del caffè controllata da tablet - © Marco Ristuccia

Sistema Saeco GranBaristo Avanti - Macchina del caffè controllata da tablet - foto © Marco Ristuccia

Durante il mio “smart-tour” all’IFA ho anche avvistato una macchina per caffè, interamente programmabile tramite tablet, che permette di creare la propria miscela personale attraverso la variazione di parametri come temperatura, concentrazione, percentuale di caffè e latte. Centinaia di combinazioni sono a portata di dita. Potremo così finalmente distinguerci dalla massa, fare un figurone con gli amici e, chissà, diventare famosi grazie alla nostra combinazione segreta!

Fotografia del sistema Saeco GranBaristo Avanti - Parametri caffè - © Marco Ristuccia

Sistema Saeco GranBaristo Avanti - Parametri caffè - foto © Marco Ristuccia

Ci sarebbero parecchi altri esempi da indicare, ma credo che quanto riportato sia più che sufficiente a chiarire il senso della novità, e soprattutto della parola “smart”, che ritroveremo presto all’interno di spot e pagine pubblicitarie. Insomma, il nostro amato smartphone avrà una ragione in più per stare perennemente tra le nostre mani, persino in ambiente domestico, con tutti i pro e contro che ciò porta con sé.

Teniamo comunque presente che questa tecnologia è appena nata. E i difetti di gioventù sono chiaramente rivelati dal numero di cattive figure fatte dai dimostratori durante le demo. Le nuove app infatti si inceppano ancora spesso, e il personale tecnico è stato più volte costretto a riavviare l’intero sistema. Ma confido che, al momento dell’uscita sul mercato, questi “piccoli” malfunzionamenti saranno superati.

Se non fosse ancora evidente, chiarisco subito che la tanto acclamata comunicazione tra elettrodomestici, nel senso di “pseudo-intelligenza collettiva”, non è ancora stata realizzata, nonostante alcuni comunicati dei produttori lo lascino maliziosamente intendere. Non ho ancora visto ad esempio magie come un lettore BluRay che, a fronte dell’inizio di un film, comunichi alla lampada a soffitto di spegnersi, alla abat-jour sul tavolino di accendersi, e ai vicini di smetterla di schiamazzare.

A questo tipo di interazione, l’unica di qualche utilità a mio parere, approderemo sicuramente in un prossimo futuro (fatta eccezione per i vicini, per cui ad oggi non esistono soluzioni tecniche percorribili). Al momento dovremo accontentarci del fatto che i pargoli si ignorino tra loro, parlino solo con noi genitori, e pronuncino ancora poche frasi compiute.

Ma, com’è noto, i figli crescono in fretta, e per un genitore arriva sempre troppo presto il momento in cui i giovani rampolli pretendono di essere indipendenti e fare le ore piccole fuori casa. Possiamo solo sperare che non accada altrettanto col frigorifero.

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